Diciamo NO alle ALTALENE per BIMBI con DISABILITA’

Vi proponiamo un breve video di Iacopo Melio, in cui ancora una volta esprime la sua opinione sulle altalene a cestello: l’altalena a cestello è un gioco specifico per disabili, NON un gioco inclusivo. Il bambino disabile non vi accede in autonomia, vi resta solo e vi gioca solo. Non c’è inclusione. Solo i giochi con i quali i bambini disabili e non disabili possono giocare insieme sono inclusivi. Spesso le amministrazioni comunali comprano le altalene a cestello in buona fede, pensando di offrire inclusività ai loro cittadini. In realtà, invece, separano i bambini in base al loro livello di abilità.

AltrParco offre una gamma di giochi davvero inclusivi, dove tutti i bambini possono giocare insieme, nello stesso momento. L’inclusione unisce, non separa.


https://www.facebook.com/iacopomeliopage/videos/1852811441414355/

Lucchetti all’altalena per i bimbi disabili

Lucchetti all’altalena per i bimbi disabili, la Teateservizi: è pericolosa

Per la società del Comune che cura l’area giochi attrezzata alla Villa Comunale, l’altalena donata dalla onlus Diritti Diretti potrebbe ferire chi si trova occasionalmente nei pressi. Ma c’è una certificazione degli ingegneri del TUV

Mentre tutti (o quasi) erano al mare, all’inizio di agosto la Teateservizi, srl del Comune che cura la custodia e la prima manutenzione dell’area giochi attrezzata alla Villa Comunale, bloccava con due lucchetti l’altalena per i bimbi disabili.

“Nonostante la sua conformità alla EN 1176 certificata dagli ingegneri meccanici del TÜV, l’altalena donata dalla onlus Diritti Diretti a residenti/turisti di Chieti non è ora utilizzabile” spiegava un funzionario responsabile del Settore competente del Comune di Chieti.

L’attrezzo è pericoloso perchèla rampa a ribaltina che permette l’accesso sull’altalena con il movimento di apertura tende a cadere pesantemente a terra coinvolgendo le gambe e i piedi di chi si dovrebbe trovare occasionalmente nei pressi. Lo stesso utilizzo non conforme da parte di soggetti ‘normodotati’, ancorché non ammesso ma impossibile da inibire, genera, stando all’esterno dell’altalena un rischio di ferimento ancora più alto” si legge nella nota inviata dalla srl a Diritti Diretti.

Secondo quanto afferma la Teateservizi, la struttura in pratica di notte sarebbe ricettacolo di vagabondi e persone di alterata condizione psicofisica. Alla onlus Diritti Diretti la stessa propone alcune soluzioni per risolvere il problema: sorveglianza notturna, con personale e telecamere, assieme alla recinzione della struttura.

Soluzioni idonee certo, ma la cui esecuzione non spetta più alla onlus. La presidente Simona Petaccia in una lettera inviata a Teateservizi, sindaco e assessore ai Lavori Pubblici ha ricordato che  Diritti Diretti dopo una racolta fondi  ha ‘regalato’ chiavi in mano l’altalena per bimbi disabili al Comune di Chieti rinunciando a ogni onere. Adesso quindi spetta al Comune attuare e finanziare soluzioni per riconsegnare l’altalena a chi ne ha diritto.

Il gioco è stato inaugurato lo scorso 15 giugno, ma è stata una di quelle belle pagine di cronaca cittadina e solidarietà dimenticate troppo presto…

http://www.chietitoday.it/cronaca/lucchetti-altalena-disabili-diritti-diretti.html

Altalena pericolosa parco giochi bocciato

A seguito del brutto incidente di qualche giorno fa, in cui un bimbo di 10 anni residente ad Arco si è rotto tibia e perone al parco giochi dei Giardini centrali, tra viale delle Magnolie e via Conti d’Arco, mentre era su uno dei «giochi inclusivi» appositamente posizionati dall’amministrazione comunale per dar modo anche a bambini con disabilità motorie di poter accedere a questa struttura, la giunta ha deciso di fare marcia indietro e ha momentaneamente «bloccato» il gioco installato pochi mesi fa.

«Siamo rimasti molto colpiti e dispiaciuti per quanto accaduto, pertanto abbiamo deciso di bloccare il gioco – annuncia il sindaco Alessandro Betta – nel fare gli augurii di pronta guarigione al bimbo, abbiamo deciso di procedere in questa maniera perché vi sono alcune criticità. A mente lucida, e senza fare alcuna polemica, valuteremo se quegli spazi sono troppo affollati per una struttura del genere, come molti ci segnalano, e se questa è compatibile con la sicurezza. È altresì importante che i genitori controllino i loro figli al parco giochi».

Nei giorni scorsi, l’associazione «Parchi per tutti», ha scritto al sindaco Alessandro Betta chiedendo che il gioco venga rimosso o spostato in un’area più sicura: «Ci piacerebbe capire come mai ancora nel 2018 in Italia sia ancora in uso la pratica di installare strutture gioco che in altri Paesi europei vengono posizionati nelle sole aree recintate e sorvegliate da un custode – sottolinea l’associazione – dispiace apprendere che i bambini giochino in spazi dove sono posizionate strutture gioco poco sicure perché tutto si può dire di questo tipo di altalena, (che ha il pregio di permettere a bambini in carrozzina che non possono essere spostati su seggiolini classici o con schienale di dondolare), tranne che sia sicura. L’altalena è interamente in metallo e quindi molto pesante, come è possibile paragonare un urto accidentale con una tavoletta in materiale plastico oscillante con una enorme gabbia di metallo?».

http://www.ladige.it/territori/riva-arco/2018/02/08/arco-altalena-pericolosa-parco-giochi-bocciato

AltroParco per l’Autismo

Lettera della Dott.ssa Maria Chiara Nordio, Direttore Scientifico di VENETO AUTISMO, Associazione di Promozione Sociale:

Ho potuto valutare presso l’Azienda Arredo Parco di Belluno il programma AltroParco. Si tratta di un programma completo di giochi accessibili e inclusivi, che comprende Giochi a Terra e Giochi ad Acqua.

            Come associazione interessata a vari livelli all’autismo e, in particolare, ai bambini autistici abbiamo imparato, giorno dopo giorno, a guardare con occhi diversi ogni aspetto della vita quotidiana e a valutare se l’asilo, la scuola, il centro sportivo, la mensa ed ogni altro luogo in cui i nostri bambini vivono parti significative delle loro giornate, sono compatibili con le loro esigenze e se permettono il loro inserimento a fianco dei compagni senza disabilità. Dobbiamo dire che tanto è stato fatto e viene fatto per fare in modo che gli ambienti ed il personale collegati alla formazione siano accoglienti per i nostri bambini, ma è ancora molto difficile per noi trovare degli ambienti adatti per i momenti informali e ludici, perché anche i nostri piccoli, dopo l’orario scolastico, potrebbero desiderare lo svago, l’esplorazione, il gioco nei famosi “parchetti” o noi vorremmo proporglielo, come occasione di divertimento e di crescita, ma non ci sono giochi pensati per le disabilità “invisibili”. Un bambino autistico, infatti, non rivela apertamente la propria disabilità agli occhi di un estraneo: le gambe corrono e le braccia afferrano… ma non bastano queste qualità per usare i giochi tradizionali e trovarli divertenti. Non dobbiamo altresì dimenticare che i nostri bambini richiedono un impegno continuo: il nostro impegno di genitori nell’accudimento deve soddisfare il loro bisogno di essere sempre coinvolti in un’attività abilitante.

Per questo motivo siamo stati davvero contenti di scoprire l’esistenza del programma AltroParco e in particolare dei Giochi ad Acqua, dove grazie alla personalizzazione della grafica della superficie è possibile coinvolgere i nostri bambini in un’esperienza di gioco interattiva che consente loro di acquisire o affinare delle competenze (variabili a seconda della grafica, come ad esempio: abbinare le immagini gemelle, abbinare gli animali con i loro versi, abbinare gli oggetti dello stesso colore) e di vivere contemporaneamente una delicata esperienza sinestetica (una combinazione di percezioni mediate da sensi diversi come vista e tatto). Inoltre i Giochi ad Acqua sono giochi non solo accessibili, cioè privi di barriere architettoniche e sicuri, ma anche inclusivi, perché sulla stessa piattaforma possono giocare, con abilità, velocità e precisione, diverse bambini con e senza disabilità, a favore dell’autonomia, della socializzazione e della crescita di ognuno di loro. E noi genitori possiamo essere complici dei giochi dei nostri figli, guidarli nell’esercizio dei sensi e nell’acquisizione di nuove conoscenze, ma anche solo avere la gioia di guardarli giocare all’aperto, nel “parchetto” come tutti gli altri.

Per ulteriori informazioni: www.venetoautismonlus.org

Tolta l’altalena per disabili

È di 1350 metri quadrati la superficie dell’area verde di via Esperanto che verrà attrezzata a parco giochi. È già alberata ed è inserita in un contesto residenziale con case su due lati, un parcheggio su un altro lato e un parcheggio. È inoltre collegata con un passaggio pedonale alle scuole elementari Marconi di Pozzo. L’amministrazione ha dichiarato per bocca dell’assessore Zerman che intende far evolvere il nuovo parco verso una funzione di tipo inclusivo attrezzando la struttura con giochi adatti anche ai bambini portatori di handicap. Un tentativo in questo senso era stato fatto nel 2015 dalla giunta Vantini che aveva agevolato l’installazione di una altalena riservata ai disabili nel parco ai Cotoni. Poche settimane dopo la sua entrata in operatività, ignoti avevano tolto i dadi di fermo montati per limitarne la corsa. Qualche tempo dopo l’altalena era stata posta sotto sequestro per provvedimento emanato dalla procura. Era rimasta così per alcuni mesi fino a quando non era stata smantellata. Il motivo del sequestro e dello smontaggio è da ricondurre ad un incidente, verificatosi alcuni mesi fa. Un piccolo si era tranciato la falange della mano. R.G.

http://m.larena.it/territori/grande-verona/s-giovanni-l/tolta-l-altalena-per-disabiliinstallata-al-parco-cotoni-1.5399492

Parchi inclusivi, il designer: “Aggiungere due altalene per disabili non serve a nulla”

“Aggiungere due altalene sulle quali possono salire i bambini in carrozzina, spesso poco sicure e non custodite, non significa affatto realizzare un parco giochi inclusivo”. Fabio Casadei è il progettista e designer che, dopo un percorso partecipato insieme al Comune di Rimini, alle blogger di “Parchi per tutti” Claudia Protti e Raffaella Bedetti e a Elvira Cangiano, mamma di due bambini con disabilità, ha disegnato l’area inclusiva al Parco Federico Fellini. Oggi alle 17 sarà ospite dell’assessorato alla Scuola del Comune di Ravenna in via Garatoni 1 per parlare, in un incontro su invito, di parchi per tutti.

Fabio, lei lavora da tempo nell’ambito. Ma a che punto è, in Italia, la cultura del giocare senza barriere?
“Molto indietro, purtroppo. Io ho colaborato oltre dieci ani fa alla progettazione del primo parco inclusivo d’Italia, a Jesolo, dove il Comune ha stilato delle linee guida importantissime in materia. Poi ho progettato alcune attrezzature di quello di Empoli. Sono stato anche correlatore di tesi per studenti che hanno fatto ricerca sul tema. Ma per varie motivazioni, i Comuni fanno fatica a fare proprio lo spirito che sta dietro a un parco inclusivo”.

Ovvero?
“C’è senz’altro un problema di risorse. Le esigenze, quando si tratta di ambiente urbano, sono sempre molte e la coperta troppo corta per soddisfarle. Fatto sta che la politica non è lungimirante: invece di tentare di fare un bel lavoro, si preferiscono dieci piccoli interventi. Progettare, magari per fasi, richiede tempo, impegno, investimenti. Meno di 150mila euro, per un parco inclusivo, non bastano: perché non ci sono solo i giochi da comprare, ci sono da mettere a posto marciapiedi e percorsi, da pensare al verde, ai servizi igienici. Elementi che spesso non si notano ma che sono fondamentali per garantire i diritti di tutti i bambini. Senza contare che in Italia, non essendoci molti esempi positivi, manca del tutto un confronto con altre esperienze”.

Qual è l’errore più comune, da parte delle Amministrazioni?
“Non per cattiveria ma per mancanza di conoscenza, molti Comuni hanno preso da qualche anno ad aggiungere qualche altalena accessibile a chi è in carrozzina, pensando di essere a posto. In Italia siamo arrivati a 242. Ma quello non sarà un parco inclusivo, sarà esclusivo: su quei giochi non potranno salirci tutti e c’è chi si farà pure male. Realizzare un parco inclusivo significa che il bambino disabile deve poter accedere, poi interagire con gli altri, infine utilizzare i giochi in autonomia o comunque in sicurezza”.

http://www.emiliaromagnamamma.it/2017/02/parchi-inclusivi-il-designer-aggiungere-due-altalene-per-disabili-non-serve-a-nulla/