Inclusività

Dopo diversi anni di studio e progettazione volti ad individuare la migliore combinazione di materiali, qualità e prezzi, possiamo con orgoglio proporre un programma completo di giochi inclusivi, che abbiamo chiamato AltroParco.

Si sente spesso parlare della necessità di “inclusività” nelle aree per il gioco dei bambini. Per “area inclusiva” si intende, in generale, un’area sicura e accogliente dove le infrastrutture e la gamma dei giochi installati rendono possibile l’accesso ed il gioco anche alle persone con disabilità.

Tuttavia, si tende a tradurre tale necessità con l’installazione, accanto ai giochi tradizionali, di “giochi speciali” (cioè somiglianti ai “giochi regolari”, ma “adattati” per soddisfare le esigenze di –alcune- persone disabili), fra i quali l’esempio più noto è quello dell’altalena a cestello per i bambini in sedia a rotelle. Si pensa così, spesso in buona fede, di avere soddisfatto le esigenze di tutti i bambini con disabilità e non ci si accorge che l’installazione di simili “giochi speciali” innanzitutto considera solo specifiche disabilità e, soprattutto, divide i bambini in due categorie: quelli che usano i giochi “normali” e quelli che usano i giochi “strani”, per usare il lessico dei bambini.

In altre parole, le aree così concepite non sono inclusive, sono invece il loro contrario. Esse separano i bambini, non li uniscono. Non gettano le basi per la comprensione delle disabilità, per lo sviluppo dell’altruismo e dell’empatia nei bimbi, ma, al contrario, marcano le differenze e accrescono la sensazione che la disabilità sia un mondo così distante, che lì anche il gioco è diverso, noioso e spesso richiede (come nel caso dell’altalena a cestello) la presenza di un operatore/supervisore.

La nostra idea

Abbiamo voluto creare un programma di giochi inclusivi che possono essere utilizzati universalmente e offrono attività attraenti per tutti i bambini, con e senza disabilità, che realizzano il loro diritto al gioco e vivono momenti divertenti in integrazione con i loro coetanei.

Nel farlo abbiamo considerato i 7 Principi della Progettazione Universale* e nel programma AltroParco possono quindi essere trovati: equità e flessibilità, uso semplice ed intuitivo, informazioni percepibili, tolleranza dell’errore nell’uso, contenuto sforzo fisico, misure e spazi appropriati.

Dopo avere considerato quali sono le necessità delle famiglie (genitori e bambini) interessate dalla disabilità, grazie anche all’aiuto di associazioni del settore e di amici che quotidianamente cercano di superare i limiti imposti dalla disabilità loro o dei loro figli, abbiamo messo a punto un programma di giochi che possono essere definiti davvero “inclusivi”: il programma AltroParco.

I giochi inclusivi del programma AltroParco garantiscono ai bimbi con disabilità il diritto di usufruire delle medesime aree di gioco cui accedono gli altri bimbi. Sono infatti giochi senza barriere architettoniche, intuitivi, sicuri, accoglienti dove possono giocare contemporaneamente e insieme, con abilità, velocità, precisione differenti, bambini con e senza disabilità.

Non sono i “giochi per disabili”, progettati per una specifica categoria di persone disabili (es. altalena a cestello per persone in sedia a rotelle) e spesso utilizzati con l’illusione di rendere inclusivo un parco, ma con l’effetto pratico di creare settori handicap-friendly. Sono invece GIOCHI INCLUSIVI, dove i bambini con disabilità possono giocare con i fratellini, con i compagni di scuola, con i nonni, in autonomia e sicurezza, SENZA il bisogno di un supervisore qualificato, perché è sufficiente, come in altri momenti della loro giornata, solo il controllo amorevole di mamma e papà.

I bambini possono apprendere nuove competenze ed esercitare i sensi grazie all’interattività dei Giochi ad Acqua, possono sviluppare le abilità sociali (rispetto delle regole, gioco di squadra, sana competizione) grazie ai semplici ma sempre entusiasmanti Giochi a Terra.

I genitori possono essere complici dei giochi dei loro bambini o solo guardarli interagire con gli amichetti senza vederli confinati nell’area “speciale” ed esserlo a loro volta.

Per questi motivi ci piace contrassegnare i Giochi Altro Parco non solo con il simbolo ormai classico dell’accessibilità alle persone con disabilità (motorie ed intellettive), ma anche con il nuovo simbolo voluto dall’ONU per dimostrare la dovuta sensibilità a tutte le disabilità, cioè anche alle disabilità intellettive “invisibili”, e richiamare l’attenzione sull’importanza di creare giochi e infrastrutture in grado di includere felicemente persone con e senza disabilità.

Progettazione universale

La Progettazione Universale ha come obiettivo quello di semplificare la vita di tutti e porta benefici alle persone di tutte le età ed abilità. Il termine “Progettazione Universale” fu coniato da Ronald L. Mace, fondatore del Centro per la Progettazione Universale alla North Carolina State University.

Potrete scoprire di più sui 7 Principi della Progettazione Universale e i 7 Principi della Progettazione Universale per Parchi Inclusivi in questo approfondimento sulla Progettazione Universale.

APPROFONDIMENTI

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